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Domenica il consiglio di amministrazione di Poste Italiane ha annunciato di voler comprare TIM, una delle più importanti aziende di telecomunicazioni italiane. Poste ne ha già il 27 per cento ed è il primo azionista, ma ora ha deciso di aumentare la sua quota e tentare di comprare tutta l’azienda. È un’operazione notevole perché coinvolge due società particolari e molto diverse: Poste Italiane, una delle più importanti e profittevoli società a partecipazione statale, e TIM, la storica azienda di telecomunicazioni che è in crisi da tempo e cercava di rilanciarsi.

L’obiettivo di Poste Italiane è proprio rilanciare le attività di TIM e integrarle progressivamente nelle proprie. Poste Italiane non si occupa solo di attività postali e spedizioni: per esempio offre servizi finanziari, forniture di gas ed elettricità, e anche – a sua volta – servizi di telefonia con un proprio operatore, PosteMobile.

Poste Italiane ha deciso di fare quella che tecnicamente viene definita una “offerta pubblica di acquisto e scambio” (indicata anche soltanto con la sigla OPAS). È una delle varie modalità con cui si comprano le società quotate in borsa e funziona così: Poste di fatto chiede agli azionisti di TIM di poter comprare le loro azioni, offrendo come corrispettivo una somma in denaro e una certa quantità di azioni di Poste Italiane.

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